Verbi seguiti da “a” o “di” + infinito: guida pratica per studenti di italiano

Quando impari l’italiano, una delle difficoltà più comuni è capire quale preposizione usare davanti all’infinito dopo certi verbi: “a” o “di”?

La scelta non è sempre prevedibile e spesso è necessario controllare il dizionario, ma ci sono alcune regole generali che ti aiuteranno a evitare errori.


Verbi seguiti da “a” + infinito

Di solito, troviamo “a” dopo:

1. Verbi che indicano l’inizio di un’azione

Esempi:


2. Verbi di movimento

Esempi:


3. Verbi che indicano permanenza

Esempi:


4. Verbi che esprimono continuità

Esempi:


5. Verbi come “riuscire”, “rinunciare”, “riprendere”

Esempi:


6. Verbi legati ad abitudine, aiuto, apprendimento

Esempi:


Verbi seguiti da “di” + infinito

Troviamo “di” in molti casi, tra cui:

1. Verbi che indicano conclusione

Esempi:


2. Essere + aggettivo (causa o emozione)

Esempi:


3. Avere + sostantivo (necessità, desiderio)

Esempi:


4. Verbi di paura, promessa, decisione

Esempi:


5. Verbi di incertezza e opinione

Esempi:


Attenzione agli errori comuni

Alcuni verbi cambiano preposizione ma non significato:


Verbi con significato diverso a seconda della preposizione

Alcuni verbi possono essere seguiti da entrambe le preposizioni, ma il significato cambia.

Esempio con “finire”:

Esempio con “pensare”:


Consiglio pratico

Quando non sei sicuro, controlla sempre il dizionario. Molti verbi italiani richiedono una preposizione specifica che non sempre corrisponde alla tua lingua madre. Fare pratica con frasi complete ti aiuterà a memorizzarle meglio.

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